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Opdivo in combinazione con Cabometyx come trattamento di prima linea nei pazienti con carcinoma a cellule renali in fase avanzata, approvato dalla FDA


La FDA ( Food and Drug Administration ) ha approvato Opdivo ( Nivolumab ) 240 mg per uso endovenoso ogni due settimane oppure 480 mg ogni quattro settimane in combinazione con CaboMetyx ( Cabozantinib ) compresse da 40 mg una volta al giorno, per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma a cellule renali ( RCC ) avanzato.

L'approvazione si basa sullo studio di fase 3 CheckMate -9ER, che ha confrontato Nivolumab in combinazione con Cabozantinib ( n = 323 ) rispetto a Sunitinib ( n = 328 ) nei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato.

Nello studio CheckMate -9ER, l'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) valutata da BICR ( Revisione centrale indipendente in cieco ), e gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza globale ( OS ) e il tasso di risposta obiettiva ( ORR ) valutato da BICR.
Nello studio, i pazienti trattati con Nivolumab in associazione con Cabozantinib hanno vissuto il doppio del tempo senza che i loro tumori progredissero rispetto ai pazienti trattati con Sunitinib ( sopravvivenza PFS mediana pari a 16.6 mesi [ intervallo di confidenza al 95% [ IC ]: 12.5-24.9 ] rispetto alla sopravvivenza PFS mediana di 8.3 mesi [ IC 95%: 7.0-9.7 ]; [ hazard ratio [ HR ]: 0.51 [ IC 95%: 0.41-0.64 ], P inferiore a 0.0001; follow-up mediano di 18.1 mesi ]; intervallo: 10.6-30.6 mesi ).
Nivolumab in combinazione con Cabozantinib ha anche ridotto il rischio di morte del 40% rispetto a Sunitinib ( HR: 0.60 [ IC 98.89%, 0.40–0.89 ]; P = 0.0010; la sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta per Nivolumab in associazione con Cabozantinib e non è disponibile per Sunitinib [ intervallo: 22.6 mesi - NonRaggiunti ] ).

Inoltre, più pazienti hanno risposto a Nivolumab in combinazione con Cabozantinib rispetto a Sunitinib, con un tasso ORR del 55.7% ( n = 180/323 ) ( IC 95%: da 50.1 a 61.2 ) contro il 27.1% ( n = 89/328 ) ( IC 95%: 22.4 - 32.3 ); P inferiore a 0.0001, rispettivamente.

Nel braccio di combinazione, l'8.0% ( n = 26/323 ) dei pazienti ha presentato una risposta completa e il 47.7% ( n = 154/323 ) ha avuto una risposta parziale contro il 4.6% ( n = 15/328 ) e il 22.6% ( n = 74/328 ) di quelli trattati con Sunitinib.

Tra i pazienti che hanno risposto, la durata mediana della risposta è stata di 20.2 mesi per Nivolumab in associazione a Cabozantinib ( IC 95%: 17.3 - NA ) e di 11.5 mesi per Sunitinib ( IC 95%: 8.3 - 18.4 ).
Risultati coerenti per la sopravvivenza libera da progressione sono stati osservati in sottogruppi pre-specificati delle categorie di rischio IMDC ( International Metastatic Renal Cell Carcinoma Database Consortium ) e dello stato di espressione di PD-L1 a livello tumorale.

Le reazioni avverse superiori al grado 3 nello studio erano simili con Nivolumab in combinazione con Cabozantinib rispetto a Sunitinib ( 75% versus 71% ).
Reazioni avverse per qualsiasi causa che hanno portato alla sospensione di Nivolumab o Cabozantinib si sono verificate nel 19.7% dei pazienti; 6,6% solo Nivolumab, 7.5% solo Cabozantinib e 5.6% nella combinazione a causa della stessa reazione avversa allo stesso tempo.

CheckMate -9ER è uno studio di fase 3, in aperto, randomizzato, che ha preso in esame i pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato, non-trattato in precedenza.
Un totale di 651 pazienti ( 22% rischio favorevole, 58% rischio intermedio, 20% rischio sfavorevole ) sono stati randomizzati a Nivolumab in combinazione con Cabozantinib ( n = 323 ) oppure a Sunitinib ( n = 328 ).
I pazienti sono stati randomizzati a ricevere 240 mg di Nivolumab ogni due settimane per via endovenosa e 40 mg di Cabozantinib per via orale al giorno oppure Sunitinib 50 mg per via orale al giorno per le prime quattro settimane di un ciclo di sei settimane.
Il trattamento con Nivolumab è continuato fino a progressione della malattia secondo RECIST v1.1 o fino a tossicità inaccettabile.
Il dosaggio raccomandato per Nivolumab e Cabozantinib è di 240 mg di Nivolumab ogni due settimane o 480 mg ogni quattro settimane in combinazione con 40 mg di Cabozantinib una volta al giorno somministrati per via orale a digiuno.
Il trattamento raccomandato per Nivolumab è fino a progressione della malattia, tossicità inaccettabile o fino a due anni.
Il trattamento con Cabozantinib dura fino a progressione della malattia o a tossicità inaccettabile.

Reazioni avverse che hanno portato all'interruzione della dose o alla riduzione di Nivolumab o Cabozantinib si sono verificate nell'83% dei pazienti: il 3% con il solo Nivolumab, 46% con il solo Cabozantinib, 21% con entrambi i farmaci a causa della stessa reazione avversa allo stesso tempo, e 6% con entrambi i farmaci, in sequenza.
Reazioni avverse gravi si sono verificate nel 48% dei pazienti trattati con Nivolumab in associazione a Cabozantinib ( n = 320 ).
Le reazioni avverse gravi più frequenti ( maggiori o uguali al 2% ) in questi pazienti sono state diarrea, polmonite, polmonite, embolia polmonare, infezione delle vie urinarie e iponatriemia.
Perforazioni intestinali fatali si sono verificate in 3 pazienti ( 0.9% ).
Le reazioni avverse più comuni ( maggiori o uguali al 20% ) di qualsiasi grado nei pazienti che hanno ricevuto Nivolumab e Cabozantinib sono state: diarrea ( 64% ), affaticamento ( 51% ), epatotossicità ( 44% ), sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare ( 40% ), stomatite ( 37% ), eruzione cutanea ( 36% ), ipertensione ( 36% ), ipotiroidismo ( 34% ), dolore muscoloscheletrico ( 33% ), diminuzione dell'appetito ( 28% ), nausea ( 27% ), disgeusia ( 24% ), dolore addominale ( 22% ), tosse ( 20% ) e infezione del tratto respiratorio superiore ( 20% ).

Il carcinoma a cellule renali è il tipo più comune di cancro renale negli adulti, con circa 15.000 decessi ogni anno negli Stati Uniti.
Il carcinoma a cellule renali è circa due volte più comune negli uomini rispetto alle donne.
Negli Stati Uniti, il tasso di sopravvivenza a 5 anni, sulla base dei dati dal 2010 al 2016, per coloro a cui è stato diagnosticato un carcinoma renale metastatico ( o avanzato ) e della pelvi renale è del 13%. ( Xagena2021 )

Fonte: BMS, 2021

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